﻿{"id":81,"date":"2022-10-31T17:34:14","date_gmt":"2022-10-31T16:34:14","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappaddisabeba.esteri.it\/?page_id=81"},"modified":"2022-10-31T18:53:14","modified_gmt":"2022-10-31T17:53:14","slug":"ll-ruolo-dellitalia-allunione-africana","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/italiarappaddisabeba.esteri.it\/it\/litalia-e-lunione-africana\/ll-ruolo-dellitalia-allunione-africana\/","title":{"rendered":"ll ruolo dell&#8217;Italia all&#8217;Unione Africana (OUA)"},"content":{"rendered":"<ol>\n<li><a href=\"#rapporto-onu-ua\">Il rapporto tra ONU e UA<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#posizione-comune\">La posizione comune africana riguardo alla riforma del CdS ONU (Ezulwini Consensus)<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#commissione-economica\">La Commissione Economica per l\u2019Africa delle Nazioni Unite (UNECA)<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a id=\"rapporto-onu-ua\"><\/a><strong>Il rapporto tra ONU e UA<\/strong><\/p>\n<p>Il Capitolo VIII della Carta ONU (<a href=\"https:\/\/treaties.un.org\/doc\/publication\/ctc\/uncharter.pdf\">https:\/\/treaties.un.org\/doc\/publication\/ctc\/uncharter.pdf<\/a>) prevede la possibilit\u00e0 che siano costituite Organizzazioni Regionali che perseguano i principi e le finalit\u00e0 dell\u2019ONU. L\u2019art. 53 della Carta prevede in particolare che il Consiglio di Sicurezza possa servirsi di tali organizzazioni per mettere in opera azioni impositive (enforcement action) delle sue disposizioni; ovviamente tali azioni devono essere previamente autorizzate dallo stesso CdS. L\u2019Unione Africana ricade nella categoria della Organizzazioni regionali previste dal Cap. VIII e, come si \u00e8 visto nel capitolo 7 della Parte I di questo sito web, essa conduce operazioni di sostegno alla pace (AMISOM per esempio) che sono autorizzate dal CdS ONU.<\/p>\n<p>La cooperazione tra le due organizzazioni cominci\u00f2 nel 1990, quando l\u2019ONU e l\u2019allora OUA la formalizzarono con un accordo di cooperazione. Da allora, l\u2019OUA prima e l\u2019UA poi ha lo status di osservatore presso l\u2019ONU, il Segretario Generale ONU partecipa sempre, direttamente o tramite un suo delegato, al Vertice di inizio anno dell\u2019UA, mentre il Presidente della Commissione UA partecipa all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), che si svolge ogni anno a settembre a New York. Inoltre, ogni anno si tiene, di solito a maggio, una Conferenza ONU-UA; l\u2019ultima ha avuto luogo a New York il 6 maggio 2019. Dal 2010, l\u2019ONU ha una sua missione diplomatica presso l&#8217;UA (United Nations Office to the African Union \u2013 UNOAU &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/unoau.unmissions.org\/\">https:\/\/unoau.unmissions.org\/<\/a>), guidata dal 2018 dall\u2019Ambasciatrice Hanna Tetteh, Rappresentante Speciale del Segretario Generale (SRSG) ed ex-Ministro degli Esteri del Ghana[1].<\/p>\n<p>Dal 2006, ONU ed UA hanno stipulato accordi di partneriato decennali per coordinare la loro collaborazione. Attualmente \u00e8 in vigore, per il decennio 2017-2027, la PAIDA \u201cPartnership on Afric\u00e0s Development and Integration\u201d (<a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/africa\/osaa\/advocacy\/paida.shtml\">https:\/\/www.un.org\/en\/africa\/osaa\/advocacy\/paida.shtml<\/a>), che mira ad allineare l\u2019attuazione dell\u2019Agenda 2063 dell\u2019UA con quella dell\u2019Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile dell\u2019ONU, cui ha fatto seguito nel gennaio 2018 la struttura congiunta per l\u2019attuazione delle due agende (<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/publications\/au-%E2%80%93-un-framework-implementation-agenda-2063-and-agenda-2030\">https:\/\/www.uneca.org\/publications\/au-%E2%80%93-un-framework-implementation-agenda-2063-and-agenda-2030<\/a>). In aggiunta alla PAIDA, nell\u2019aprile 2017 il SG ONU e il Presidente della Commissione UA hanno firmato la &#8220;Joint UN-AU Framework for Enhanced Partnership in Peace and Security&#8221; (<a href=\"https:\/\/unoau.unmissions.org\/sites\/default\/files\/jount_un-au_framework_for_an_enhanced_partnership_in_peace_and_security.pdf\">https:\/\/unoau.unmissions.org\/sites\/default\/files\/jount_un-au_framework_for_an_enhanced_partnership_in_peace_and_security.pdf<\/a>) per regolare la loro cooperazione nel campo della pace e della sicurezza.<\/p>\n<p>Un fattore importante della cooperazione ONU-UA \u00e8 costituito poi dalla presenza in 25 Paesi africani di \u201cCountry teams with peace and development advisers\u201d dell\u2019ONU, nonch\u00e9 di diversi Uffici Regionali ed Inviati Speciali ONU (spesso affiancati da omologhi UA e\/o delle Organizzazioni Regiuonali Africane \u2013 RECs), come per esempio quello per la Regione dei Grandi Laghi e quello per il Corno d\u2019Africa. In Africa operano inoltre 9 missioni di pace ONU: MINUSCA (Rep. Centrafricana &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/peacekeeping.un.org\/en\/mission\/minusca\">https:\/\/peacekeeping.un.org\/en\/mission\/minusca<\/a>), MONUSCO (Rep. Democratica del Congo &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/monusco.unmissions.org\/en\">https:\/\/monusco.unmissions.org\/en<\/a>), UNSMIL (Libia &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/unsmil.unmissions.org\/\">https:\/\/unsmil.unmissions.org\/<\/a>), MINUSMA (Mali &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/peacekeeping.un.org\/en\/mission\/minusma\">https:\/\/peacekeeping.un.org\/en\/mission\/minusma<\/a>), UNSOM (Somalia &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/unsom.unmissions.org\/\">https:\/\/unsom.unmissions.org\/<\/a>), UNAMID (Missione ibrida ONU-UA nella regione sudanese del Darfur &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/unamid.unmissions.org\/\">https:\/\/unamid.unmissions.org\/<\/a>), UNISFA (regione sudanese di Abyei &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/unisfa.unmissions.org\/\">https:\/\/unisfa.unmissions.org\/<\/a>), UNMISS (South Sudan &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/unmiss.unmissions.org\/\">https:\/\/unmiss.unmissions.org\/<\/a>) e MINURSO (Sahara Occidentale &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/minurso.unmissions.org\/\">https:\/\/minurso.unmissions.org\/<\/a>). Alcune di queste missioni ONU sono state precedute da operazioni di pace UA: \u00e8 il caso di MINUSCA, MINUSMA e UNAMID. Inoltre, UNSOM collabora strettamente con AMISOM in Somalia.<\/p>\n<p>Il rapporto ONU-UA resta per\u00f2 diseguale, sia perch\u00e9 l\u2019UA \u00e8 subordinata all\u2019ONU per le questioni di pace e sicurezza, sia perch\u00e9 l\u2019UA dispone di scarse risorse finanziarie ed \u00e8 sempre costretta a ricorrere all\u2019aiuto dei Donatori Internazionali. Tra le due Organizzazioni si \u00e8 stabilita di fatto una divisione del lavoro che vede il Consiglio Pace e Sicurezza (PSC) UA condurre la prevenzione dei conflitti e la gestione diplomatica delle crisi, mentre il CdS ONU sostiene l\u2019attenzione internazionale su di esse, esercita la pressione politica sulle Parti in conflitto e, quando occorre, arriva a dispiegare operazioni di pace. Nonostante questa diseguaglianza, le due Organizzazioni hanno finora collaborato proficuamente; gli unici contrasti si sono forse registrati riguardo alla crisi libica, dove l\u2019UA rivendica il carattere prettamente \u201cafricano\u201d di tale crisi e si \u00e8 ripetutamente candidata, finora con scarso successo, ad assumere un ruolo-guida nella sua risoluzione; in particolare, l\u2019UA da tempo propone di organizzare ad Addis Abeba una Conferenza ONU-UA di riconciliazione nazionale sulla Libia. Anche per ridurre tale diseguaglianza, al Vertice straordinario di Kigali (marzo 2018) l\u2019UA ha proposto che il suo Fondo per la Pace, con il quale essa aspira a finanziare le sue operazioni di sostegno alla pace nel continente, sia finanziato per il 25% dai suoi Paesi membri (mediante l\u2019imposizione di una dazio dello 0,2% sulle importazioni da Paesi non-africani) e per il restante 75% dall\u2019ONU. Tale proposta ha ricevuto il sostegno del SG ONU Guterres e dell\u2019UE ma finora ha incontrato l\u2019opposizione degli USA, principale contribuente dell\u2019ONU e delle sue operazioni di pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] Il suo predecessore era la Signora Saleh-Work Zwede, eletta nel 2018 Presidente dell\u2019Etiopia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a id=\"posizione-comune\"><\/a><strong>La posizione comune africana riguardo alla riforma del CdS ONU (Ezulwini Consensus)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attuale CdS \u00e8 composto da 5 membri permanenti con diritto di veto (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, USA) e 10 membri non permanenti, eletti dall\u2019Assemblea Generale con mandato biennale non immediatamente rinnovabile. In base alla Carta dell\u2019ONU (artt. 108-109), qualsiasi sua modifica deve ottenere non meno dei 2\/3 dei voti favorevoli degli Stati Membri, ivi compresi i 5 membri permanenti, e la loro ratifica sul piano interno. A partire dai primi anni \u201990 dello scorso secolo, Germania e Giappone hanno proposto di allargare la categoria dei membri permanenti e sono state successivamente affiancate da Brasile ed India; questi 4 Paesi (comunemente indicati con la sigla G4) aspirano a diventare i nuovi membri permanenti del CdS ma loro aspirazioni sono contrastate dal Gruppo \u201c<strong>Uniting for Consensus<\/strong>\u201d (UfC &#8211; Argentina, Canada, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Italia, Malta, Messico, Pakistan, San Marino, Spagna, Turchia, pi\u00f9, come osservatori, Cina e Indonesia), nel quale l\u2019Italia riveste il ruolo di \u201cFocal Point\u201d. La riforma del CdS \u00e8 dibattuta nel\u00a0<strong>Negoziato Inter-Governativo (IGN)<\/strong>, che si protrae a New York dal 2009.<\/p>\n<p>L\u2019Africa attualmente dispone di 3 seggi non-permanenti ed \u00e8 l\u2019unico continente a non avere seggi permanenti nel CdS. Per sanare quella che il continente vede come un\u2019ingiustizia, nel 2005 i Paesi africani hanno adottato una posizione comune riguardo alla riforma del CdS in occasione di una riunione tenutasi a Ezulwini, nell\u2019allora Swaziland (oggi Eswatini). Tale posizione comune, nota come \u201c<strong>Ezulwini Consensus<\/strong>\u201d, fu poi ratificata alla riunione straordinaria dell\u2019Executive Council UA del marzo 2005 ad Addis Abeba. Essa richiede che i 3 seggi di cui dispone ora l\u2019Africa al CdS\u00a0<strong>siano aumentati a 7, di cui 2 dovranno essere permanenti e con diritto di veto<\/strong>. Riguardo al veto, l\u2019UA ha chiarito in varie occasioni di essere favorevole alla sua abolizione ma, finch\u00e9 tale diritto esiste, anche i futuri membri permanenti africani ne devono disporre per non essere inferiori agli altri. L\u2019Ezulwini Consensus prevede che i Paesi africani che ricopriranno i futuri 2 seggi permanenti siano designati dall\u2019UA e questo provoca un\u2019ambiguit\u00e0 di interpretazione perch\u00e9 non \u00e8 chiaro se i 2 Paesi africani designati dall\u2019UA occuperanno permanentemente tale posizione (interpretazione data da Nigeria e Sud Africa, che aspirano a ricoprirli e che a tale scopo si coordinano con il G4) oppure a rotazione (interpretazione che riscuote il favore di altri Paesi africani \u2013 come Algeria, Egitto e Kenya &#8211; che cos\u00ec potrebbero aspirare a diventare anche loro membri permanenti). La seconda interpretazione ha molti punti in comune con la posizione UfC che auspica la creazione di una\u00a0<strong>nuova categoria di seggi a lunga durata<\/strong>, cio\u00e8 con mandato superiore a due anni ed immediatamente rieleggibili. Il Gruppo UfC propone infatti un CdS a 26 seggi, tramite l\u2019aggiunta di 9 nuovi seggi a \u201clungo termine\u201d, assegnati ai Gruppi regionali ONU (3 Africa; 3 Asia-Pacifico; 2 GRULAC; 1 WEOG) e due ulteriori seggi biennali (1 EEG; 1 a rotazione riservato a Stati Piccoli e SIDS[2]). La rielezione immediata \u00e8 intesa andare incontro a quei Paesi che aspirano ad un seggio permanente (come i G4), garantendo loro periodi di servizio pi\u00f9 lunghi in CdS, consentendo allo stesso tempo una maggiore possibilit\u00e0 di accesso al Consiglio a tutti i 193 Stati membri dell\u2019ONU. A tale formula di UfC guardano con crescente interesse anche alcuni membri permanenti, quali la Cina e la Russia.<\/p>\n<p>In ambito UA, l\u2019aggiornamento della posizione comune africana sulla riforma del CdS ONU \u00e8 demandata al gruppo dei Ministri degli Esteri di 10 Paesi (C10), attualmente presieduto dalla Sierra Leone e di cui fanno parte Algeria, Congo Brazzaville, Guinea Equatoriale, Kenya, Libia, Namibia, Sierra Leone,Senegal, Uganda e Zambia. Il C10 si riunisce regolarmente poco prima dei Vertici UA (l\u2019ultima sua riunione si \u00e8 tenuta a Dakar il 12-13 gennaio 2020) e sottopone poi le sue conclusioni all\u2019approvazione del Vertice UA (l\u2019ultima volta, a quello di Addis Abeba del 9-10 febbraio 2020). Finora, le conclusioni del C10 non hanno fatto altro che ribadire, in sostanza, la posizione comune africana dell\u2019Ezulwini Consensus.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[2]\u00a0\u00a0 GRULAC: Gruppo dei 33 Paesi di America Latina e Caraibi<\/p>\n<p>WEOG: Gruppo dei 28 Paesi occidentali e alleati.<\/p>\n<p>EEG: Gruppo dei 23 Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est<\/p>\n<p>Stati Piccoli: Paesi con popolazione inferiore a 1 milione<\/p>\n<p>SIDS \u201cSmall Island and Developing States\u201d (Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a id=\"commissione-economica\"><\/a><strong>La Commissione Economica per l\u2019Africa delle Nazioni Unite (UNECA &#8211; https:\/\/www.uneca.org\/ )<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019UNECA \u00e8 una delle 5 commissioni regionali del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell\u2019ONU, di cui \u00e8 il braccio operativo in Africa. Istituita nel 1958, ha sede in un compound al centro di Addis Abeba dove si trovano anche l\u2019ufficio del Rappresentante Speciale del SG ONU presso l\u2019UA (vedi sopra, cap. 1) e molte delle Agenzie Specializzate ONU (vedi elenco sotto), di cui l\u2019UNECA ha il compito di coordinare l\u2019azione. \u00c8 guidata da un Under Secretary General and Executive Secretary \u2013 carica ricoperta dal 2017 dalla Prof.ssa Vera Songwe (Camerun &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/pages\/biography\">https:\/\/www.uneca.org\/pages\/biography<\/a>) &#8211; e il suo mandato \u00e8 quello di sostenere lo sviluppo economico e sociale dei 54 Paesi membri (tutti i Paesi dell\u2019Africa), promuovere l\u2019integrazione regionale e la cooperazione internazionale per lo sviluppo dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>A partire dal 1999, l\u2019UNECA organizza riunioni consultive di coordinamento delle Agenzie ONU per le 5 regioni in cui \u00e8 suddivisa l\u2019Africa (Regional Coordination Mechanism for Africa), che sono presiedute dal Vice Segretario Generale ONU. A seguito della ristrutturazione del 2019, essa ha ora 3 funzioni principali (core functions):<\/p>\n<ol>\n<li>Think Tank. L\u2019UNECA compie studi analitici sui vari aspetti economici, politici e sociali del continente, che sono spesso accompagnati da raccomandazioni ai Paesi membri circa le scelte politiche piu\u2019 opportune da adottare;<\/li>\n<li>Convening. L\u2019UNECA convoca e gestisce le riunioni del Meccanismo di Coordinamento Regionale per l\u2019Africa citato sopra;<\/li>\n<li>Operativa. L\u2019UNECA fornisce consigli sulle politiche piu\u2019 appropriate da seguire ai Paesi membri, alle organizzazioni Regionali Africane (RECs) e, soprattutto, all\u2019Unione Africana riguardo ai bisogni del continente e all\u2019emergere di sfide globali.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il lavoro dell\u2019UNECA si articola su 7 gruppi (clusters) di programmi:<\/p>\n<ol>\n<li>politiche macroeconomiche e governance;<\/li>\n<li>commercio ed integrazione regionale;<\/li>\n<li>finanza e sviluppo del settore privato;<\/li>\n<li>dati e statistiche;<\/li>\n<li>tecnologia, cambiamento climatico e gestione delle risorse naturali;<\/li>\n<li>povert\u00e0, diseguaglianza e politica sociale (che comprende anche il \u201cCenter for Gender Equality and the Empowerment of Women\u201d);<\/li>\n<li>Sviluppo e pianificazione economica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per maggiori dettagli, vedi:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/pages\/our-work\">https:\/\/www.uneca.org\/pages\/our-work<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;UNECA dispone di 5 uffici regionali:<\/p>\n<ul>\n<li>a Yaound\u00e9 (Camerun) per la regione centrale (<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/sro-ca\">https:\/\/www.uneca.org\/sro-ca<\/a>);<\/li>\n<li>a Kigali (Ruanda) per la regione orientale (<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/sro-ea\">https:\/\/www.uneca.org\/sro-ea<\/a>);<\/li>\n<li>a Rabat (Marocco) per la regione nord (<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/sro-na\">https:\/\/www.uneca.org\/sro-na<\/a>);<\/li>\n<li>a Lusaka (Zambia) per la regione sud (<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/sro-sa\">https:\/\/www.uneca.org\/sro-sa<\/a>);<\/li>\n<li>a Niamey (Niger) per la regione ovest (<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/sro-wa\">https:\/\/www.uneca.org\/sro-wa<\/a>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per lo sviluppo delle risorse umane, essa si avvale di un ente di sostegno, l&#8217;Institute of Economic Development and Planning (IDEP &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/idep\/\">https:\/\/www.uneca.org\/idep\/<\/a>), operativo dal 1963 e basato a Dakar (Senegal).<\/p>\n<p>La cooperazione tra UNECA e UA \u00e8 assicurata tramite un Segretariato Congiunto (Joint Secretariat Support Office \u2013 JSSO), che si occupa anche della cooperazione con la Banca di Sviluppo Africana (AfDB). Inoltre, l\u2019UNECA tiene una riunione annuale con la Conferenza dei Ministri delle Finanze UA.<\/p>\n<p>Come detto prima, l\u2019UNECA assicura infine il coordinamento dell\u2019azione delle numerose Agenzie ONU operanti in Africa. Quelle presenti ad Addis Abeba (tutte competenti sia per l&#8217;Etiopia che per l&#8217;UA) sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Food and Agriculture Organization (FAO)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/ethiopia\/fao-in-ethiopia\/en\/\">http:\/\/www.fao.org\/ethiopia\/fao-in-ethiopia\/en\/<\/a><\/li>\n<li>International Fund for Agricultural Development (IFAD)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ifad.org\/en\/web\/operations\/country\/id\/ethiopia\">https:\/\/www.ifad.org\/en\/web\/operations\/country\/id\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>International Labour Organization (ILO)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilo.org\/africa\/about-us\/offices\/addis-ababa\/lang--en\/index.htm\">https:\/\/www.ilo.org\/africa\/about-us\/offices\/addis-ababa\/lang&#8211;en\/index.htm<\/a><\/li>\n<li>International Organization for Migration (IOM)\u00a0<a href=\"https:\/\/ethiopia.iom.int\/\">https:\/\/ethiopia.iom.int\/<\/a><\/li>\n<li>International Telecommunication Union (ITU)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.itu.int\/en\/ITU-D\/Pages\/Contact\/AddisAbaba.aspx\">https:\/\/www.itu.int\/en\/ITU-D\/Pages\/Contact\/AddisAbaba.aspx<\/a><\/li>\n<li>Office of the UN High Commissioner for Human Rights (OHCHR)\u00a0<a href=\"https:\/\/eastafrica.ohchr.org\/\">https:\/\/eastafrica.ohchr.org\/<\/a><\/li>\n<li>UN Capital Development Fund (UNCDF)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.uncdf.org\/ethiopia\">https:\/\/www.uncdf.org\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Children\u2019s Fund (UNICEF)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unicef.org\/ethiopia\/\">https:\/\/www.unicef.org\/ethiopia\/<\/a><\/li>\n<li>UN Conference on Trade and Development (UNCTAD)\u00a0<a href=\"https:\/\/unctad.org\/en\/Pages\/About%20UNCTAD\/UNCTAD-Regional-Office-for-Africa.aspx\">https:\/\/unctad.org\/en\/Pages\/About%20UNCTAD\/UNCTAD-Regional-Office-for-Africa.aspx<\/a><\/li>\n<li>UN Development Programme (UNDP)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.africa.undp.org\/content\/rba\/en\/home\/about_us\/regional-hub.html\">https:\/\/www.africa.undp.org\/content\/rba\/en\/home\/about_us\/regional-hub.html<\/a><\/li>\n<li>UN Department of Safety and Security (UNDSS)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.undp.org\/content\/dam\/unct\/ethiopia\/docs\/UN%20agencies%20profile\/UNDSS%20profile%20design.pdf\">https:\/\/www.undp.org\/content\/dam\/unct\/ethiopia\/docs\/UN%20agencies%20profile\/UNDSS%20profile%20design.pdf<\/a><\/li>\n<li>UN Office for Disaster Risk Reduction (UNDRR)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.undrr.org\/countries-regions\/africa\/ethiopia\">https:\/\/www.undrr.org\/countries-regions\/africa\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO)\u00a0<a href=\"https:\/\/en.unesco.org\/fieldoffice\/addisababa\">https:\/\/en.unesco.org\/fieldoffice\/addisababa<\/a><\/li>\n<li>UN Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women (UN-Women)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unwomen.org\/en\/where-we-are\/africa\/regional-and-country-offices\">https:\/\/www.unwomen.org\/en\/where-we-are\/africa\/regional-and-country-offices<\/a><\/li>\n<li>UN Environment Programme (UNEP)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unenvironment.org\/regions\/africa\/our-work-africa\/un-environment-ethiopia\">https:\/\/www.unenvironment.org\/regions\/africa\/our-work-africa\/un-environment-ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Human Settlements Programme (UN-Habitat)\u00a0<a href=\"https:\/\/unhabitat.org\/ethiopia\">https:\/\/unhabitat.org\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN High Commissioner for Refugees (UNHCR)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unhcr.org\/ethiopia.html\">https:\/\/www.unhcr.org\/ethiopia.html<\/a><\/li>\n<li>UN Industrial Development Organization (UNIDO)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unido.org\/who-we-are-unido-worldwide-africa-offices\/ethiopia\">https:\/\/www.unido.org\/who-we-are-unido-worldwide-africa-offices\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Joint Programme on HIV\/AIDS (UNAIDS)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unaids.org\/en\/regionscountries\/countries\/ethiopia\">https:\/\/www.unaids.org\/en\/regionscountries\/countries\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (UNOCHA)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unocha.org\/ethiopia\/about-ocha-ethiopia\">https:\/\/www.unocha.org\/ethiopia\/about-ocha-ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Office on Drugs and Crime (UNODC)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unodc.org\/easternafrica\/about\/ethiopia.html\">https:\/\/www.unodc.org\/easternafrica\/about\/ethiopia.html<\/a><\/li>\n<li>UN Office for Project Services (UNOPS)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unops.org\/ethiopia\">https:\/\/www.unops.org\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>UN Population Fund (UNFPA)\u00a0<a href=\"https:\/\/ethiopia.unfpa.org\/\">https:\/\/ethiopia.unfpa.org\/<\/a><\/li>\n<li>World Food Programme (WFP)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wfp.org\/countries\/ethiopia\">https:\/\/www.wfp.org\/countries\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>World Health Organization (WHO)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.afro.who.int\/countries\/ethiopia\">https:\/\/www.afro.who.int\/countries\/ethiopia<\/a><\/li>\n<li>Hanno inoltre sedi ad Addis Abeba il Fondo Monetario Internazionale (IMF &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/Countries\/ResRep\/ETH\">https:\/\/www.imf.org\/en\/Countries\/ResRep\/ETH<\/a>) e la Banca Mondiale (<a href=\"https:\/\/www.worldbank.org\/en\/country\/ethiopia\">https:\/\/www.worldbank.org\/en\/country\/ethiopia<\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il rapporto tra ONU e UA La posizione comune africana riguardo alla riforma del CdS ONU (Ezulwini Consensus) La Commissione Economica per l\u2019Africa delle Nazioni Unite (UNECA) &nbsp; Il rapporto tra ONU e UA Il Capitolo VIII della Carta ONU (https:\/\/treaties.un.org\/doc\/publication\/ctc\/uncharter.pdf) prevede la possibilit\u00e0 che siano costituite Organizzazioni Regionali che perseguano i principi e le 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